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La Fisica delle particelle elementari
La
QED ha spiegato in particolare il reale indebolimento della carica
elettromagnetica con la distanza. La carica elettrica trasportata da un oggetto
è una quantità fissa e definita. Quando però una carica è circondata da
altre cariche liberamente mobili, i suoi effetti possono variare. Per esempio,
se un elettrone entra in un mezzo composto da molecole che hanno estremità
cariche positivamente e negativamente, polarizzerà quelle molecole. L'elettrone
respingerà le estremità negative e attirerà quelle positive, finendo col
circondarsi di uno schermo di carica positiva. Il risultato della polarizzazione
è quello di ridurre la carica efficace dell'elettrone di una quantità che
aumenta con la distanza. La carica totale dell'elettrone appare solo quando si
esamina l'elettrone a distanza piccolissima, in scala submolecolare e oltre lo
schermo delle cariche positive.
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Polarizzazione
del vuoto nell'elettrodinamica. Un elettrone (cerchietto più grande) si
circonda di positroni virtuali, che ne schermano in parte la carica
elettrica. |
Un
effetto di schermatura di questo tipo non dovrebbe ovviamente esistere nel
vuoto, dove non vi sono molecole da polarizzare. Il principio di
indeterminazione di Werner Heisenberg suggerisce però che il vuoto non sia
veramente vuoto. In base ad esso, l'indeterminazione riguardo l'energia di un
sistema aumenta quando il sistema è esaminato su scale temporali sempre più
brevi. Le particelle possono violare il principio di
conservazione dell'energia
per istanti tanto brevi da non essere apprezzabili; in realtà, esse possono
materializzarsi dal nulla. Nella QED il vuoto è visto come un complicato mezzo
in continua agitazione, nel quale hanno una fugace esistenza coppie di
particelle cariche <virtuali>, in particolare elettroni e positroni.
Queste effimere fluttuazioni del vuoto sono polarizzabili alla stessa stregua
delle molecole di un gas o di un liquido. La QED prevede, di conseguenza, che
anche nel vuoto la carica elettrica possa essere schermata e sensibilmente
ridotta a grandi distanze.
Werner Heisenberg
Anche
l'interazione forte, che agisce sui quark e che si basa sulla carica di colore,
varia con la distanza, anche se in modo opposto: sembra che la carica di colore,
anziché indebolirsi con la distanza, diventi più intensa. Soltanto a distanze
inferiori a circa 10-13
centimetri - che è il diametro di un protone - diminuisce tanto da concedere ai
quark, reciprocamente legati, un grado di indipendenza. Eppure la spiegazione di
questo caratteristico comportamento si trova in una teoria strettamente
modellata sulla QED. Si tratta della cosiddetta cromodinamica quantistica (QCD),
la teoria di gauge delle interazioni forte. Come
la QED, la QCD postula portatori di forza che mediano le interazioni. I quark
colorati interagiscono scambiandosi entità chiamate gluoni, allo stesso modo in
cui le particelle cariche si scambiano fotoni. Però, mentre la QED ammette
soltanto un tipo di fotone, la QCD ammette otto tipi di gluoni. A differenza dei
fotoni della QED, che non modificano la carica delle particelle interagenti,
l'emissione o l'assorbimento di un gluone può modificare il colore di un quark;
ciascuno degli otto gluoni media una diversa trasformazione .
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Esempio
di interazione gluonica tra due quark. I colori dei quark possono
cambiare in seguito a interazione con un gluone. |
Il gluone
mediatore è a sua volta colorato ed è dotato sia di un colore sia di un
anticolore. Il
fatto che i gluoni posseggano una carica di colore, diversamente dai fotoni
elettricamente neutri della QED, spiega i diversi comportamenti sulla distanza
delle interazioni elettromagnetica e forte. Nella QCD sono due gli effetti
competitivi che governano la carica efficace: la schermatura analoga a quella
della QED e un nuovo effetto chiamato <mascheramento>. La schermatura, o
polarizzazione del vuoto, è simile a quella delle interazioni
elettromagnetiche. Il vuoto della QCD è popolato da coppie di quark e antiquark
virtuali che in un batter d'occhio nascono e muoiono. Se nel vuoto si introduce
un quark, questo attirerà le particelle virtuali dotate di cariche di colore
opposte; quelle dotate della stessa carica verranno invece respinte. Il colore
del quark risulterà perciò nascosto da una nube di colori differenti e ciò si
traduce nella riduzione di carica efficace del quark a distanze maggiori.
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a cura di Pio Passalacqua
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